Tillite #1 - 2024 - Encausto su feltri di lana grezza - 126 x 92 x 11 cm. || 49,61 x 36,22 x 4,33 inches

Tillite #1 - 2024 - Encausto su feltri di lana grezza - 126 x 92 x 11 cm. || 49,61 x 36,22 x 4,33 inches

Definire se stessi non è una cosa semplice.

Riuscire a definirsi è un grande passo della conoscenza in generale, e della conoscenza di se.

Come persona cerco di tendere verso una sorta di centratura. Essere centrato significa avere la percezione precisa del proprio posto nel mondo, e significa anche mettere in campo quegli scambi energetici tra me e l’esterno, che permettono sia il mio arricchimento, sia l’arricchimento di ciò che mi sta attorno. 

Come artista mi sento un innamorato. Io sono innamorato dell’arte, e della pittura in particolare.

Questo innamoramento non è scelto, ma è donato, mi è stato donato, insieme al talento, ed è la chiave di volta su cui gira tutta la mia esistenza. 

La pittura per me non è stata una scelta, la pittura è stata un dono, che prescinde dalla mia scelta.

Un dono con cui quotidianamente ho fatto i conti, nel bene e nel male, e tento di custodirlo, coltivarlo, farlo crescere, e di portare testimonianza di questa cosa. 

..Non essendo una scelta, diventa un’esigenza. Per me la pittura è un mezzo di conoscenza, che non si ferma alla produzione di un manufatto, ma attraversa la tua vita come pratica quotidiana di conoscenza e di elevazione. 

Di elevazione spirituale non intesa nel senso comune del termine, ma proprio nel suo carattere particolarmente evolutivo. Per cui assomiglia a tantissime cose: assomiglia alla preghiera, assomiglia ad una pratica meditativa; Contiene delle caratteristiche che sono assimilabili ad altre pratiche di questo tipo.

La pittura non è una cosa da attuare un giorno si e un altro no; E’ un esercizio che impone tempi e frequentazioni cadenzate e rigorose, e in questo appunto assomiglia moltissimo alle pratiche di cui parlavo prima. 

Tutto questo produce degli effetti precisi sulla mente e sul corpo; Produce degli scambi chimici, produce endorfine, produce conoscenza…


La contemporaneità

Quella sulla contemporaneità è una questione che mi pongo e che mi pongono spesso: una pratica del genere che senso ha oggi? E’ contemporanea o no? 

Credo che sia solo un problema di mercato, la necessità di formare un “brand”, perché oggi – o comunque da un momento storico ad adesso – l’idea dell’avanguardia, e l’idea dell’”essere contemporanei”, alla fine si è tradotta sempre nella creazione di un brand nuovo, e quindi per questo commerciabile, diventando quasi il senso del valore che ha l’oggetto artistico. 

Sinceramente questo problema me lo pongo in maniera marginale; Me lo sono posto per molto tempo, anche con fatica a volte, perché chiaramente facendo pittura e avendo come scopo finale la pittura, si pone forse il problema di essere un po’ fuori dal mondo, o anche essere “fuori strada”.

Sinceramente l’unica cosa che mi guida è il fatto che io sento in questa pratica un’esigenza primaria della mia esistenza che va oltre l’aspetto del lavoro.